L'antico Arsenale di Amalfi

L’Arsenale era il cantiere navale dell’Antica Repubblica. Attestato fin dal 1059, era l’edificio dove si costruivano e riparavano navi. L’Arsenale di Amalfi costituisce un unicum nel suo genere: conservando intatte le sue strutture originarie altomedievali, è, infatti, l’unico cantiere navale del tempo oggi visitabile nella zona del Mediterraneo. Oggi si può ammirare solo una parte dell’edificio originario formato da 3 corsie (una fungeva da deposito) che si estendevano verso il mare. La particolarità dell’Arsenale di Amalfi consiste nella sua architettura che coniuga la sinuosità delle volte all’imponenza dei pilastri. Le volte a crociera rinforzate da sottoarchi sono chiaramente influsso dell’architettura araba visibile in molti altri monumenti della costiera. L’edificio è interamente costruito in pietra e calce.

A partire dall’Età Moderna l’ attività cantieristica cessò e l’Arsenale fu usato come luogo di ricovero e manutenzione delle navi.

Il Museo della Bussola e del Ducato marinaro di Amalfi

Il Museo della Bussola e del Ducato marinaro di Amalfi - Museo Arsenale Amalfi

Dopo anni di uso improprio e di abbandono, l’Arsenale finalmente ritorna a riaprire i battenti e a raccontare, come mai aveva fatto finora, la storia di Amalfi, con l’istituzione al suo interno del Museo della Bussola e del Ducato marinaro. Il 28 dicembre 2010 l’Amministrazione comunale e il Centro di Cultura e Storia, con la collaborazione della Regione Campania – settore Musei e Biblioteche – , la Soprintendenza beni storico-artistici ed etnoantropologici di Salerno e Avellino e la Soprintendenza dei beni archeologici di Salerno, hanno posto la prima pietra e hanno restituito l’Arsenale alla cittadinanza.

Il rinato Museo, ancora nella prima fase di allestimento e con progetti in continua evoluzione, è già in grado di regalare ai tanti visitatori la suggestione di un viaggio nel tempo, la possibilità di ripercorrere, guidati da Flavio Gioia e dalla sua bussola, ricreando le scie delle galee amalfitane per il Mediterraneo. L’oro dei sette tarì, nonostante l’usura dovuta agli scambi ma soprattutto al tempo, torna a splendere al centro della prima delle due navate.

All’oro dei tarì si contrappone il bianco ingiallito delle pagine dell’imponente corpus legislativo che regolava l’ordinamento giuridico del Ducato Amalfitano, costituito dalle Pandette del Codice di Giustiniano, dalle Consuetudines Civitatis Amalfie e dalla Tabula de Amalpha. Ci si lascia affascinare dai disegni e dalle stoffe degli abiti del corteo storico delle regate, disegnati dallo scenografo Roberto Scielzo; come dai volti dei personaggi, Masaniello, la Duchessa di Amalfi e Flavio Gioia che, a metà tra leggenda e realtà, hanno abitato e reso noti questi luoghi impervi. In ultimo (naturalmente solo per collocazione) la storia dei Santi che hanno contraddistinto la religiosità, a volte un po’ pagana, dei paesi Costieri. La storia dell’apostolo Andrea, come quella meno nota di Santa Trofimena e delle Madonne di Maiori e Positano, non fanno che ribadire il legame di questa terra con il mare.

 

Orari di apertura:
Lunedì-Domenica:10.00-13.30 15.30-19.00                                     (ultimo ingresso 30 min. prima della chiusura)


Costo dell'ingresso
: 2 Euro con sconti per i gruppi